Recensione: La verità sul caso Harry Quebert

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Ho da poco terminato di leggere questo libro (sì, portandolo anche al mare con me) ed ho deciso di cimentarmi nella mia prima recensione in assoluto, senza spoiler. Siate clementi con me 😀

Il libro in questione è, come penso si sia ben capito, “La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker, edito da Bompiani. La prima edizione è del maggio 2013 mentre l’ultima, la nona edizione speciale, è dello scorso gennaio.

Era da un paio di mesi che vedevo in giro questo libro: in spiaggia, alla Feltrinelli e soprattutto su Instagram, fotografato da vari account dedicati ai libri che seguo; prima ancora che potessi interessarmi sul serio alla lettura, mia madre è tornata a casa con una copia, dicendomi che molte sue amiche glielo avevano consigliato. Vedendolo, devo ammettere che mi spaventai: si tratta di un libro di ben 770 pagine! Stavo per terminare gli esami universitari della sessione estiva e quindi ero alla ricerca di qualcosa di più leggero, che mi permettesse di svuotare la mente.

Guardando però mia madre, ascoltandola quando mi parlava del libro (senza spoilerarmi nulla, sa benissimo quanto mi arrabbio!), ho cambiato opinione. Non appena ho dato l’ultimo esame, ho iniziato anche io questo libro.

Si tratta di un romanzo giallo ed obiettivamente ti cattura fin dalla prima pagina: siamo nel 1975 ad Aurora, nel New Hampshire, ed una donna telefona preoccupata alla polizia, affermando di aver visto correre nel bosco una donna seguita da un uomo. Si tratta di Nola Kellergan, ragazzina di 15 anni, di cui da quel giorno non si sa più nulla.

C’è subito dopo un enorme salto temporale: 2008, New York, Marcus Goldman non riesce a trovare ispirazione per il suo secondo libro e teme di non riuscire a scriverlo, così si reca ad Aurora dal suo migliore amico ed ex professore Harry Quebert, scrittore stimatissimo in America. Proprio mentre Marcus è lì, viene ritrovato il cadavere di Nola nel giardino di Harry da dei giardinieri intenti a piantare dei fiori ed il grande scrittore viene accusato di omicidio.

Da qui, inizia il vero e proprio giallo. Il libro è suddiviso in 31 capitoli, ciascuno dei quali comincia con dei consigli sui libri, sulla boxe e sulla vita che, negli anni del college, Harry dava a Marcus e che lui stesso conservava scritti. Ho apprezzato tantissimo questo particolare ed ho amato tutti i consigli, dal primo all’ultimo; penso che ogni tanto andrò a rileggermeli, perchè sono davvero d’ispirazione.

Per quanto riguarda il giallo, invece, la storia di Harry e Nola vi farà impazzire, in tutti i sensi possibili. In ogni capitolo succede qualcosa di nuovo (nel presente o nei passati anni e mesi che circondano il 30 agosto 1975, giorno della scomparsa di Nola), si scoprono particolari di luoghi, eventi e persone che non avresti mai immaginato o pensato lontanamente, che avvicinano sempre più al gran finale.

Durante la lettura ho provato a fare mille congetture ed ho tappato praticamente in tutte quante! Ho terminato il libro in poco più di una settimana ma avrei potuto terminarlo in molto meno se avessi avuto più tempo. E’ scritto in maniera semplice e fluida, le tante pagine non sono affatto pesanti ma scorrono in fretta e piacevolmente; le descrizioni sono scritte in maniera non troppo dettagliata, eppure mentre leggi riesci ad avere davanti agli occhi la città di Aurora e tutti i suoi abitanti. Ho pensato a questo libro per tutti i giorni in cui lo leggevo, non vedevo l’ora di scoprire cosa fosse realmente successo in quel lontano 1975.

Il finale non lascia delusi, ma scioccati! Credetemi, se leggerete questo libro, non potrete mai ipotizzare cosa sia accaduto in quegli anni, quale sia davvero la verità sul caso Harry Quebert.

Darei a questo libro un 9 su 10, solo perchè in alcuni particolari e colpi di scena ho trovato del monotono e delle stranezze, ma per il resto è davvero molto bello ed accattivante.

Termino con una citazione, uno dei 31 consigli di Harry Quebert.

“Insomma, Harry, come si diventa uno scrittore?”

“Non dandosi mai per vinti. Sai, Marcus, la libertà, l’aspirazione alla libertà, è una guerra in sé. Noi viviamo in una società di impiegatucci rassegnati e, per uscire da questa trappola, dobbiamo lottare al tempo stesso contro noi stessi e contro il mondo intero. La libertà è una continua lotta di cui abbiamo una percezione molto limitata. Io non mi darò mai per vinto.”

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4 thoughts on “Recensione: La verità sul caso Harry Quebert

  1. Angela F. Siracusa ha detto:

    Questo è uno di quei libri che mi attiravano da tempo, ma di cui avevo letto recensioni contrastanti. La tua è davvero lineare e va dritta al punto, … senza spoiler o pregiudizi di sorta, grazie 😀 ! Mi hai decisamente convinta a leggerlo ! 🙂

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